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Colonscopia: la medicina «gioca» con il virtuale

Non si tratta di un esame sostitutivo, ma di una tecnica che integra quella tradizionale con immagini tridimensionali del colon

La metodica, molto rapida, è usata anche in caso di anomalie anatomiche del paziente o con persone anziane in condizioni precarie


Una volta di virtuale c’erano solo i film al cinema con effetti tridimensionali tali per cui gli spettatori avevano la sensazione di venire sfiorati da un tirannosauro piombato dal passato o di essere investiti da una locomotiva in corsa.

 

Oggi il mondo intero si divide tra virtuale e reale, tra sostanza e forma che non è più forma, bensì trasposizione di una forma: tutti abbiamo ormai capito come le pallottole di Alì Agca (vere) non siano quelle di Clint Eastwood (verosimili) che, a loro volta, non sono neppure le pallottole di Matrix (virtuali).  (continua)

 

anatomia del colon

 

 

Può così capitare che un'agenzia immobiliare ti organizzi una visita virtuale di un'abitazione in vendita. Oggi addirittura non è più necessario sfidare il gelo di S. Pietroburgo per ammirare i dipinti dell’Ermitage: virtualmente, standosene comodi a Brescia, basta un clic ben assestato per apprezzare i vividi colori
di un'opera pittorica lontana.

 




Diagnostica per immagini
Se l’Arte con la A maiuscola gioca col virtuale perché non può farlo la medicina? E, in particolare, perché non lo può fare la «Diagnostica per immagini » con una tecnica di indagine virtuale che eviti i disagi o i rischi insiti in una metodica convenzionale?

 

Era il 1994 quando per la prima volta si parlò negli Stati Uniti di colonscopia virtuale (colon-TC) ma allora l'idea non era supportata dalla tecnologia.

Oggi, e oramai da quattro anni, la colonscopia virtuale è approdata anche agli Spedali Civili. Nella 1° Divisione di Radiologia diretta dal dott. Luigi Grazioli una équipe di esperti delle problematiche radiodiagnostiche delle vie digerenti si dedica pressoché quotidianamente a questo tipo di esame che permette di visualizzare l'intero colon con immagini tridimensionali endoluminali senza introdurre strumenti endoscopici dal retto ma semplicemente con l'esecuzione di una TAC senza mezzo di contrasto endovenoso.


Immagini tridimensionali
Le apparecchiature TC moderne, le «multislice», sono infatti dotate di risoluzione spaziale elevata che con il consensuale miglioramento dei software consente ai medici radiologi la rielaborazione delle immagini così da vedere, ingrandire, sezionare un viscere secondo le tre dimensioni dello spazio.
Traduzione concreta: l'esecuzione di una TC dell'addome permette una «navigazione » virtuale all'interno del grosso intestino. L'esaminazione in senso anterogrado e retrogrado dal retto al cieco e viceversa, come se l'occhio dell'operatore fosse posizionato all'interno dell'organo, identifica diverticoli, polipi o tumori del colon che possono successivamente essere asportati. Numerosi studi nazionali ed internazionali hanno dimostrato la miglior tollerabilità rispetto alla colonscopia tradizionale e l'alta accuratezza della colon-TC nella diagnosi del carcinoma del colon-retto, con una sensibilità
di poco inferiore al 100%.
A ciò si aggiunga la possibilità di valutare contemporaneamente tutti gli altri organi addominali. Nella nostra esperienza la colonscopia virtuale consente di identificare il 96% dei polipi superiori ai 9mm (maligni nel 20% dei casi circa), il 70% dei polipi di dimensioni comprese tra i 6 e i 9mm(maligni solo nell'1%) ed il 50% di quelli più piccoli di 6mm (sempre benigni). Tale tecnica è cioè in grado
di identificare pressoché la totalità dei polipi più grandi a rischio di trasformarsi in tumore.
La colonscopia virtuale ha molteplici vantaggi: innanzitutto è un esame rapido (durata media di 4 minuti), non invasivo, non richiede una preparazione intestinale così pesante e catartica come la colonscopia tradizionale o come il clisma opaco (è infatti sufficiente escludere frutta e verdura dalla dieta per i due giorni antecedenti l'esame e non è richiesta l'azione di lassativi), non necessita di una sedazione durante l'esecuzione e, infine, ha il pregio di riuscire sempre a valutare tutto il colon. La dose di radiazioni erogata al paziente è oggi considerata un «falso problema»: con le nuove metodiche la loro entità risulta estremamente minimale.

Le indicazioni
Quali sono allora oggi le reali indicazioni alla colonscopia virtuale? Pur con i vantaggi sopra accennati, essa non rappresenta ancora un esame sostitutivo, ma una tecnica integrativa della colonscopia tradizionale; mentre ha sicuramente superato il vecchio clisma opaco.
Le sue indicazioni principali riguardano:
il completamento dello studio del colon nel caso in cui la colonscopia tradizionale sia risultata incompleta per esiti aderenziali post-chirurgici, per la presenza di neoplasie occlusive invalicabili (in questi casi, infatti, 30 colonscopie su 100 risultano incomplete), per anomalie anatomiche (dolicocolon); i soggetti in cui un'importante diverticolite rende rischioso il proseguimento dell'endoscopio; i pazienti in cui sia necessaria una localizzazione topografica e una corretta valutazione dell'estensione extracolica di malattia; gli anziani in condizioni precarie; in generale, coloro che sono «intolleranti» alla preparazione intestinale o che rifiutano la colonscopia classica.

Gian Carlo Mazza
1° Radiologia - Spedali Civili