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La Risonanza Magnetica

dr M. Morone a cura del dott. Mario Morone  -   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


 

 

 

La risonanza magnetica è l’ultima arrivata tra le tecniche di imaging diagnostico e, di tutte, è sicuramente la più complessa e spettacolare.

Le prime apparecchiature di risonanza magnetica sono state utilizzate agli inizi degli anni 80 ed in soli 30 anni c’è stato un progresso notevole con un accorciamento sensibile della tempistica dell’esame e con la possibilità di ottenere sempre maggiori informazioni sfruttando le potenzialità di questa metodica.

Non starò a tediarvi sui complessi fenomeni fisici che presiedono alla lettura del segnale e alla formazione delle immagini, lo confesso, alcuni sono ignoti anche agli addetti ai lavori, ma semplificando e riassumendo il tutto, basterà sapere che si utilizzano onde elettromagnetiche capaci di eccitare, attraverso impulsi forniti dalla macchina, gli atomi che costituiscono i tessuti del nostro organismo.

Una caratteristica fondamentale della risonanza magnetica è la possibilità di variare la tipologia di contrasto dell'immagine semplicemente modificando la sequenza di eccitazione che la macchina esegue. Ad esempio, è possibile evidenziare oppure sopprimere il segnale dovuto al sangue, o al grasso oppure ottenere informazioni di carattere funzionale invece che semplicemente morfologico, utilizzando particolari sequenze o mezzi di contrasto.

La risonanza magnetica è, inoltre, una tecnica di imaging multiplanare, in quanto si possono acquisire immagini su piani assiali, coronali o sagittali (a differenza della TC che consente l'acquisizione di immagini solo su piani assiali). Rispetto alla TC paga qualcosa in termini di panoramicità, nel senso che, nella maggior parte dei casi, l’esame viene mirato solo ad un singolo organo o tessuto o su una singola lesione a differenza della TAC che fornisce in pochi secondi una valutazione più generale, considerando che con una sola scansione si può valutare l’intero corpo (tant'è vero che si parla di "TC total-body").

Da ciò si evince che la risonanza magnetica va considerata, salvo alcune eccezioni, un’indagine diagnostica di secondo livello alla quale si deve arrivare solo se altre metodiche di imaging (radiologia tradizionale, ecografia o TC) non sono state conclusive. Ciò è anche legato ad altri fattori: ad esempio è una metodica costosa e che richiede tempi lunghi per l’esecuzione, la valutazione delle immagini e la refertazione.

Uno dei vantaggi , peraltro non trascurabile, della risonanza magnetica è che, a differenza di metodiche come la TC o la radiologia tradizionale, essa non trasmette radiazioni ionizzanti, ciò la rende particolarmente indicata nei pazienti giovani. L’unico effetto biologico dimostrato per la RM è la variazione di temperatura del corpo ma comunque sempre inferiore agli 0.5 gradi centigradi.

 

Esistono inoltre alcune condizioni di rischio legate alla presenza del potentissimo campo magnetico che vanno sempre ricordate e considerate prima di sottoporre un paziente all’esame RM:

1) Effetti sui pacemakers, in quanto il campo magnetico può alterare il funzionamento di queste apparecchiature fino a bloccarle completamente. Oggi, tuttavia, la presenza di un pacemaker è diventata un rischio relativo in quanto le ultime apparecchiature consentono, attraverso una modifica applicata all’apparecchio dal cardiologo  prima dell’indagine, di evitare questi problemi 

2) Presenza di frammenti metallici ferromagnetici in regioni del corpo a rischio (es. cornea, encefalo…), potendosi muovere per effetto del campo magnetico o recenti interventi come la cataratta (è preferibile attendere almeno 3 mesi dall’intervento).

 

Il mezzo di contrasto che si usa in RM, inoltre, può causare reazioni allergiche; in ogni modo le reazioni da mezzo di contrasto paramagnetico sono rare se paragonate a quelle indotte da m.d.c. organo iodati utilizzati nelle indagini TC. Fino a qualche tempo fa la RM era considerata quale tecnica alternativa nei pazienti con nefropatia nei quali è controindicato l’utilizzo del mezzo di contrasto organo iodato della TC. Recenti Studi hanno tuttavia dimostrato che anche i mezzi di contrasto paramagnetici utilizzati in RM possono causare gravi problemi renali in pazienti con una nefropatia di base, fra tutti la Fibrosi Sistemica Nefrogenica (NSF).

Per tale motivo, nel caso di indagini RM da effettuarsi con m.d.c. è sempre opportuno verificare i valori della creatinina nel sangue.

Altre controindicazioni relative: gravidanza al primo trimestre,  claustrofobia.

 

 

COME SI SVOLGE?

Viene chiesto al paziente di giungere in Reparto almeno 30 minuti prima dell’orario previsto dell’esame per effettuare una serie di procedure burocratiche che consentano l’inizio dell’indagine nei tempi stabiliti. Il paziente deve essere a digiuno da almeno 6 ore qualora l’esame richieda l’utilizzo del mezzo di contrasto.

Il paziente, dopo aver effettuato l’accettazione presso la Segreteria del Reparto, viene inviato in Risonanza Magnetica.

 

Questo cartello vi accoglierà davanti la porta della RM. Non spaventatevi, serve solo a ricordare le controindicazioni citate prima.

Vi verrà consegnato un questionario da compilare adeguatamente e da firmare poiché rappresenta il consenso all’esecuzione dell’esame; sul questionario troverete alcune domande su eventuali allergie, presenza di dispositivi metallici, interventi chirurgici subiti ecc.

Compilato il questionario, eventualmente con l’ausilio del tecnico di radiologia e/o del medico, verranno poste ulteriori domande inerenti le condizioni cliniche del paziente ed il motivo dell’indagine; a tal proposito è sempre opportuno portare in visione eventuali indagini diagnostiche, visite specialistiche, esami ematici precedentemente eseguiti il che consentirà al medico di scegliere le sequenze più opportune per fornire risposte utili visto che non si tratta di un’ indagine standard come può esserlo una radiografia o un’ecografia ma l’esame varia molto a seconda del tipo di patologia che si va a cercare.

Si richiede inoltre, quale esame ematico, il dosaggio dei valori di creatinina entro 3 mesi per valutare la funzionalità renale del paziente qualora debba essere sottoposto ad una indagine con somministrazione di mezzo di contrasto che potrebbe provocare problemi in pazienti con una insufficienza renale.

A questo punto sarete quasi pronti per l’esame, fatto salvo per i pazienti che devono effettuare un’indagine con mezzo di contrasto, per i quali un’infermiera professionale o un medico provvederanno a reperire un accesso venoso per la somministrazione del mezzo di contrasto stesso.

 

ATTENZIONE: prima di entrare nella sala  il paziente non deve assolutamente indossare oggetti di materiale metallico potenzialmente ferromagnetico, quali orologi, bracciali, catenine, tessere magnetiche, ecc.

 

Prima dell’indagine, il tecnico vi aiuterà a posizionarvi correttamente sul tavolo d’esame. Generalmente, dovrete stare in posizione supina.

Una superficie ad anello (bobina) viene posta sulla parte del corpo da esaminare.

Se fosse necessario il mezzo di contrasto, vi verrà praticata un’iniezione tramite una pompa automatica. Il mezzo di contrasto migliora la qualità di certe immagini. Fate subito presente al tecnico se non vi sentite bene o qualsiasi sensazione di disagio.

Quando l’esame inizia, il tavolo d’esame scivolerà all’interno dell’enorme magnete, che assomiglia ad un tunnel, aperto alle due estremità.

Se vi sentirete ansiosi, potrete avvertire prontamente il tecnico attraverso un interfono o mediante un segnale di allarme.

Durante l’esame, è importante stare fermi in modo che l’immagine non venga sfocata.

Provate a rilassarvi.

Non sentirete nulla ad eccezione di alcuni colpi o rumori (sono gli impulsi lanciati dal magnete che servono a generare le immagini) che verranno attutiti da cuffie che vi consentiranno anche di sentire meglio le istruzioni del tecnico.

 

N.B. Occorre, a differenza di altre metodiche, e nella maggior parte degli esami, una collaborazione del paziente, per esempio apnee prolungate o di solito una prolungata immobilità.

Le tempistiche di un esame variano dai 20 ai 40 minuti a seconda del tipo di indagine.

 

 

Presso il nostro Istituto disponiamo di due apparecchi di risonanza magnetica da 1.5 Tesla:

 

1) Siemens Symphony

 rm siemens simphony

 

  

  

  2) Siemens Avanto

  

rm siemens avanto

 

 

La metodica si è ormai affermata nello studio di vari segmenti corporei, fornendo per ognuno di essi, elevatissime potenzialità diagnostiche. Segue l’elenco dei principali esami eseguiti presso il nostro Istituto con consigli utili e indicazioni.

 

 

 

RM ADDOME 

Presso il nostro Reparto effettuiamo indagini di Risonanza Magnetica dell’addome con particolare predilezione per lo studio del fegato, del pancreas, dei surreni-reni e delle strutture vascolari (Angio-RM).

Le indagini possono essere prenotate tramite la Segreteria del Reparto (vedi nella sezione prenotazioni e orari dell’Area pazienti) che sottoporrà la richiesta del medico al Radiologo che si occupa di quel tipo di Risonanza.

Gli esami vengono effettuati in regime ambulatoriale o in libera professione.

Le risonanze vengono effettuate presso le sale delle Risonanze alla scala 7 del Satellite nei seguenti giorni ed orari:

 

  martedì (13-19)

  giovedì (9-13)

  venerdì (7-13)

 

 

RM FEGATO

Il nostro Centro vanta una grande esperienza in particolare nello studio della patologia epatica focale e diffusa.

fegatoAvrete la possibilità non solo di poter eseguire indagini RM del fegato valutate da personale altamente qualificato in materia ma anche di essere seguiti da un’equipe composta da Chirurghi, Medici Internisti, Infettivologi e più propriamente Epatologi che ormai da qualche anno si incontrano per discutere casi particolarmente complessi selezionando le migliori opportunità diagnostico-terapeutiche per ogni singolo caso.

E' inoltre disponibile presso gli Spedali Civili un ambulatorio specifico per questo tipo di patologie.

 

colangio-RMLe risonanze vengono generalmente eseguite per identificare e caratterizzare lesioni focali del fegato riscontrate per esempio occasionalmente ad un esame ecografico o ad una TC, o nel monitoraggio di pazienti con cirrosi epatica e quindi con patologia epatica diffusa, o che hanno subito trattamenti sul fegato.

L’esame di solito dura 40 minuti e richiede una particolare collaborazione del paziente soprattutto nel mantenere apnee prolungate o effettuare respiri costanti seguendo le indicazioni del tecnico.

La maggior parte degli esami richiede la somministrazione di un mezzo di contrasto cosiddetto epato-specifico che consente, poichè captato dagli epatociti (le cellule del fegato) ed eliminato in gran parte per via biliare, di ottenere non solo un imaging morfologico, ovvero vedere la lesione e valutarne la vascolarizzazione, ma anche funzionale a seconda o meno della captazione da parte della lesione o del fegato in generale del mezzo di contrasto. Ciò consente nella gran parte dei casi di “dare un nome” ai noduli epatici, cosa che prima dell’avvento della risonanza e di questi mezzi di contrasto, risultava alquanto complessa.

Generalmente gli esami prevedono l’acquisizione di alcune sequenze prima della somministrazione del mezzo di contrasto ed altre dopo.

 

 

RM PANCREAS

La risonanza magnetica del pancreas consente una caratterizzazione delle lesioni pancreatiche ed una stadiazione locale di malattia ma spesso questi dati vengono forniti anche da un esame TC che consente, nella stessa indagine, di valutare anche gli altri organi a differenza della Risonanza.

RM pancreasLa risonanza ha invece un ruolo molto importante e deve essere considerata una metodica di prima scelta nello studio delle lesioni pancreatiche liquide o cistiche o ipoecogene/ipodense che dir si voglia. In questi casi uno studio con particolari sequenze definite di colangio-Wirsung RM consente di stabilire che tipo di lesione ha il paziente (IPMN, cisti semplice, cistoadenoma) fornendo al chirurgo tutte le informazioni necessarie per capire quale approccio avere ovvero intervenire o effettuare indagini seriate nel tempo tenendo sotto controllo la lesione.

La Colangio-RM è un esame abbastanza rapido (dura 20-30 minuti al massimo); almeno 20 minuti prima dell’inizio dell’esame vi verrà offerto da bere del succo d’ananas (100%), non solo per accogliervi in modo carino, ma anche perché serve ai fini dell’indagine;  inoltre, nella maggior parte dei casi questa indagine non richiede la somministrazione di mezzo di contrasto.

 

 

RENI E SURRENI

Indicazioni: identificazione della neoplasia, tipizzazione, stadiazione.

L’indagine RM, come la TC, porta ad un miglioramento e ad una modifica dell’approccio chirurgico trasformatosi da intervento demolitivo di nefrectomia radicale a interventi in molti casi più conservativi.

L’indagine consente di differenziare solido vs liquido, frequentemente si associano sequenze con sottrazione del segnale del grasso, utili nel discriminare le componenti adipose di certe formazioni (angiomiolipomi o adenomi surrenalici) ma anche per esaltare le componenti emorragiche.

 

 

  ANGIO-RM

E’ un esame che consente lo studio delle strutture vascolari e viene prevalentemente utilizzato, in ambito addominale, per lo studio degli aneurismi dell’aorta anche se la TC resta l’esame di prima scelta; la Risonanza invece ha un ruolo importante, più della TC, nello studio delle arterie renali per evidenziare eventuali stenosi soprattutto in quei casi in cui l’ecocolordoppler delle arterie renali non sia stato dirimente.

 

 

 

 

RM PELVI

Presso il nostro Reparto effettuiamo varie indagini di risonanza magnetica della pelvi.

Le indagini possono essere prenotate tramite la segreteria del reparto (vedi alla Sezione Prenotazione, orari, ticket dell' Area Pazienti) che sottoporrà la richiesta del medico al radiologo che si occupa di quel tipo di Risonanza.

Gli esami vengono effettuati in regime ambulatoriale o in libera professione.

Le sale delle risonanze si trovano presso il Secondo Servizio di Radiologia e tali esami si eseguono nei seguenti giorni:

   martedì (13-19)

   mercoledì(7-13)

 

Ecco un elenco delle indagini più comunemente richieste:

 

RM PELVI FEMMINILE:

1) studio delle neoplasie uterine, in particolare stadiazione locale, follow-up post chemio-RT o intervento chirurgico

2) evidenziare l’eventuale presenza di endometriosi, differenziare endometriosi liquida da forme solide

 

RM PELVI MASCHILE:

l’indagine più comunemente effettuata riguarda la stadiazione locale di tumori prostatici già diagnosticati per valutare quale sia l’approccio terapeutico migliore.

Sarà opportuno in questi casi aver già effettuato altre indagini quali ecografie trans-rettali e, possibilmente anche prelievi bioptici con mapping prostatico (da presentare al Radiologo il giorno dell’indagine).

L’esame viene eseguito senza somministrazione di mezzo di contrasto endovenoso previo posizionamento di una bobina endorettale.

L’intera indagine richiede circa 20-30 minuti.

 

RM RETTO ED ENTERO-RM:

1) la risonanza magnetica del retto viene effettuata generalmente per stadiare localmente i tumori del terzo prossimale-medio del retto o tumori più distali qualora l’ecografia trans rettale(che resta l’indagine di prima scelta) non abbia dato risposte conclusive o per qualche motivo non sia stata eseguita

2) l’entero-RM è invece utile per studiare l’intestino soprattutto in pazienti giovani con malattie infiammatorie croniche quali morbo di Crohn e la retto-colite ulcerosa in quanto fornisce un quadro generale della quantità di intestino coinvolto e dello stato di attività della malattia. L’indagine prevede una preparazione intestinale importante ai fini della corretta riuscita dell’esame e la somministrazione di mezzo di contrasto endovenoso.

 

 

 

RM MUSCOLO-SCHELETRICA

Il sistema muscolo-scheletrico è perfettamente idoneo alla valutazione con RM dal momento che i differenti tessuti mostrano diverse intensità di segnale nelle varie sequenze: ciò permette di differenziare le diverse componenti tissutali ovvero muscoli, tendini, legamenti, vasi, nervi, cartilagine e osso e le relative patologie.

Particolarmente idonee alla diagnosi e alla valutazione con la RM sono le patologia traumatica delle ossa e dei tessuti molli, quella neoplastica ed infettiva.

Nella maggior parte degli esami vengono acquisite immagini almeno su due piani ortogonali (assiale e coronale o sagittale) e in molti casi su tutti e tre i piani.

Per un esame RM adeguato sono necessarie bobine di superficie che vengono applicate in corrispondenza del distretto corporeo da esaminare.

In alcuni casi le immagini possono essere potenziate dall’iniezione venosa di mezzo di contrasto, ciò avviene esclusivamente nello studio della patologia neoplastica o infettiva mentre nella patologia traumatica non è richiesto l’utilizzo del mezzo di contrasto.

Negli ultimi anni si e’ diffusa anche l’artro-RM che serve per meglio valutare strutture intraarticolari che vengono meglio mostrate se sono separate da mezzo di contrasto iniettato direttamente in articolazione con distensione della stessa.

Si inietta, sotto guida scopica, una miscela di mezzo di contrasto con soluzione fisiologica. Le indagini di artro-RM hanno come indicazione lo studio delle instabilità articolari, osteocondropatie e corpi mobili, sinoviti e masse occupanti spazio, fratture occulte e necrosi,  controlli post-chirurgici (suture meniscali, meniscectomie parziali, ricostruzioni dei legamenti crociati, trapianti cartilaginei).

Presso il nostro Reparto vengono effettuate risonanze magnetiche muscolo-scheletriche in regime ambulatoriale o di libera professione.

Le indagini si svolgono nei giorni di:

   lunedì (13-19)

   venerdì (a settimane alterne 13-19)

 

Le RM in regime ambulatoriale possono essere prenotate tramite CUP o la Segreteria di Reparto mentre le RM in libera professione possono essere prenotate contattando direttamente la Segreteria di Reparto o la RM.

Gli esami hanno una durata media di 20-25 minuti e nella maggior parte dei casi non richiedono la somministrazione del mezzo di contrasto per cui il paziente non deve effettuare alcuna preparazione, può mangiare e non occorrono esami emato-chimici; nel caso in cui invece sia richiesto il mezzo di contrasto occorrono i valori della creatinina ed  il digiuno da almeno sei ore.

E’ un esame semplice che richiede solo la massima collaborazione in termini di immobilità durante l’esecuzione onde evitare artefatti che compromettano la buona riuscita dell’esame.

 

 
Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Settembre 2010 14:02