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La nostra storia PDF Stampa Email
Scritto da GianCarlo Mazza   

«Una nuova specie di raggi»

È una notte tersa quella dell’ 8 novembre del 1895 nella cittadina bavarese di Würzburg, sita all’estremo nord della Romantishstrasse. Nella Bassa Franconia si avvertono i primi freddi, anticipatori dell’imminente inverno.

Non un’anima per strada, i lumi ormai da ore assopiti nelle case e nelle locande.

Dagli ampi finestroni del primo piano dell’Istituto di Fisica dell’Università di Würzburg, da poco costruito nell’elegante zona verde del Pleicher Ring, una flebile luce stenta a cedere alle lusinghe del sonno notturno.

W. C. Röntgen

Anzi, nel suo laboratorio lo schivo professoren Wilhelm Conrad Röntgen lavora indefesso, impaziente, quasi frenetico. E’ trascorso poco più d’un anno da quando il cinquantenne fisico originario della Vestfalia ha pronunciato parole nobilissime sull’educazione e sulla ricerca scientifica nella prolusione d’insediamento dopo l’elezione a rettore universitario. Poco più d’un anno. Ma da alcune settimane diserta gli appuntamenti accademici. Röntgen non si muove più dal laboratorio. Lui, cacciatore appassionato, diserta l’autunnale stagione venatoria come mai prima d’allora. La figlia Berteli scende invano a chiamarlo in laboratorio; alle sue insistenze risponde che sta lavorando a qualcosa per cui la gente da lì a poco dirà “quel Röntgen sta diventando proprio matto”.

Quella notte, il direttore conclude una sperimentazione intrapresa cinque mesi prima. Scopre i raggi X.

È lui stesso a denominarli così in una nota a piè di pagina nello scritto dal titolo Eine Neue Art von Strahlen con cui il 28 dicembre presenta la propria scoperta alla Società Fisico-Medica di Würzburg : « per brevità userò la parola raggi e anzi, per distinguerli da altri, li chiamerò raggi X ».

Al “punto secondo” di questa stessa dissertazione Röntgen annota «tutti i corpi sono attraversati da questi raggi, ma in misura diversa. Cito alcuni esempi…se si tiene la mano tra l’apparecchiatura di scarica e lo schermo si vedono le ossa della mano stessa». mano moglie RöntgenIl professore infatti, al “punto quattordici” aggiunge di possedere già alcune “fotografie” di tal natura. Non dice che la prima fotografia a raggi X, o “radiografia” come sarà chiamata di lì a poco, è quella della mano sinistra della moglie Berta con tanto di anello metallico al dito anulare. (approfondisci: cosa sono i raggi X)

Siamo alla fine ormai del XIX secolo. I primi dagherrotipi sono comparsi sessant’anni prima. Un secolo iniziato sull’onda della Rivoluzione francese seguita dalla formidabile parabola napoleonica e proseguito nella seconda metà con l’avanzare prepotente dell’Impero germanico. Da Kant ad Hegel. A Bunsen e Kirchoff che operano in laboratori scientifici ricavati da vecchi conventi e da caserme in disuso.

In Italia, in Lombardia, a Brescia

Probabilmente il primo radiologo d’Italia fu Domenico D’Arman, il quale nel dicembre del 1895 appena avuta la notizia della scoperta dei raggi X, iniziava nel suo gabinetto privato esperienze di radiodiagnostica.

Radiologia Brescia: cabina di comando apparecchi radiologici

Da lì e con maggior fervore nei centri ospedalieri di Genova, Milano e Napoli, l’utilizzo medico delle radiazioni si diffuse in tutta la penisola. La radiologia è partita dalla fisica, ma è filiazione diretta della clinica: molto a lungo i radiologi rimasero medici internisti, prima che specialisti radiologi. Il divenire disciplina autonoma della radiologia iniziò con l’istituzione delle prime cattedre di ruolo di “Radiologia ed Elettroterapia” nel corso degli anni Trenta.

Il padre della radiologia in Lombardia può essere considerato Felice Perussia di estrazione universitaria pavese, principale promotore dell’istituzione della S.I.R.M. (Società italiana di Radiologia Medica) e fondatore nel 1914 del giornale “La Radiologia Medica” .

Radiologia Brescia: sala di röntgendiagnostica

Uno dei suoi più brillanti allievi, Olindo Alberti, nell'agosto del 1923 giunge a Brescia dove viene nominato primario presso gli Spedali Civili e qui crea uno dei più completi, per quei tempi, ed aggiornati istituti ospedalieri di radiologia: egli fonda il Centro Anti-Canceroso di Brescia e pone le basi per l’Istituto del Radium che sarà poi a lui intitolato.

La struttura ospedaliera bresciana è al tempo ubicata nel centro della città e da un ventennio circa ha assunto la denominazione di “Spedali Civili” a sostituire l’ormai antico “Hospitale unum magnum et universale” con cui veniva indicato dai tempi della sua fondazione (1427).
L’operato di Alberti sarà continuato da Giovanni Paltrinieri che nel maggio del 1938 viene nominato "primario radiologo degli Spedali Civili"; porta l’esperienza acquisita, specialmente in campo radioterapico, alla scuola bolognese di Palmieri. Siamo nel periodo Radiologia Brescia: gabinetto di sviluppo fotograficoimmediatamente post-bellico: i lavori iniziati nel 1938 per la costruzione di un nuovo ospedale a nord della città, e notevolmente rallentati a causa della seconda guerra mondiale, vedono finalmente la loro conclusione. Il nuovo ospedale viene inaugurato il 10 dicembre 1950.  Ambienti più ampi e attrezzati vengono messi a disposizione delle attività radiologiche.

Così, alla morte di Paltrinieri avvenuta nel 1958, si procede all’opportuna separazione dell’istituto in due distinti settori, quello diagnostico affidato a Franco Fugazzola e quello radioterapico affidato a Mauro Piemonte.

La Prima Radiologia

Radiologia Brescia: sala di röntgendiagnostica

Il reparto di Radiodiagnostica degli Spedali Civili da allora occupa il pianterreno dell’ala est dell’ospedale.

I decenni successivi sono caratterizzati da numerosi interventi, volti ad ampliare e ad adeguare la struttura ospedaliera ai fabbisogni della cittadinanza: la realizzazione del Policlinico Satellite, iniziata nel 1966 viene terminata nel 1972. Qui viene creato un secondo servizio autonomo di Radiologia che viene affidato ad Antonio Chiesa proveniente dalla scuola veronese.

La Radiologia nella sede storica prende così il nome di Prima Radiologia e viene affidata a Renato Bergonzini, di scuola modenese. A lui va riconosciuto il merito dell’organizzazione dal 1975 delle “Giornate pneumoradiologiche bresciane”, che hanno conferito alla città di Brescia una larga notorietà internazionale in campo radiologico (approfondisci: la figura del prof. Bergonzini).

Nel 1981 viene istallata in Prima Radiologia la prima apparecchiatura TAC: si tratta di una macchina modello Pfizer con tecnologia sequenziale, utilizzata prevalentemente per lo studio dell’encefalo e delle articolazioni.

A Bergonzini, dopo una breve reggenza affidata a Giulio Vezzoli già aiuto radiologo del medesimo reparto, nel 1994, subentra come direttore Pietro Raimondo Biondetti, formatosi all’Università di Padova con successiva esperienza primariale presso la Radiologia dell'ospedale di Treviglio.

Nel 2001, Biondetti viene nominato direttore dell'Unità Operativa di Radiologia dell’Ospedale Policlinico Irccs Radiologia Brescia: sala di röntgenterapiadi Milano, per cui a reggere le funzioni del reparto viene temporaneamente incaricato Gianmario Favagrossa, già aiuto medico della struttura all’incirca da vent’anni, che successivamente verrà nominato primario del Servizio di Radiologia dell’Ospedale “di circolo” di Rho in provincia di Milano. Nel frattempo altre figure di aiuto medico della Prima Radiologia vengono chiamate a rivestire ruoli primariali in altre sedi: Alberto Betti alla Clinica S. Rocco di Ome, Giuseppe Remida all'Ospedale di Gavardo, Giulio Vezzoli al Presidio di Gardone Valtrompia e Davide Robecchi all’Istituto S.Anna della città. In questi anni, un nuovo impulso viene dato all’attività diagnostica senologica del reparto con l’installazione di un’apparecchiatura Mammotome per agobipsie mammarie stereotassiche, uniche sul territorio.

Nel novembre 2003, la Prima Radiologia ritorna ad avere un direttore incaricato: è Luigi Grazioli, specializzatosi all’Università di Brescia e radiologicamente cresciuto nella scuola di Antonio Chiesa che dal 1985 era subentrato a Fugazzola nella direzione della Seconda Radiologia degli stessi Spedali Civili. Con Grazioli giungono immediatamente in Prima Radiologia una seconda TAC, tecnologicamente assai più avanzata della prima (multi slices TC a 16 banchi di detettori), ma soprattutto un sensibile impulso ad una ulteriore specializzazione nella diagnostica addominale.

Nei primi mesi del 2010, il reparto fornisce altre due figure primariali a strutture radiologiche bresciane: Maurizio Amato alla clinica S.Anna di Brescia e Carlo Tagliaferri all’Ospedale di Montichiari.

Nell'estate 2010 viene installata nel reparto una seconda apparecchiatura TC: si tratta di una TC Brilliance®a 64 file di detettori della  Philips (clicca qui per approfondire).

Il 10 settembre '10 è giorno di...nascite: è infatti la data di nascita di questo nostro sito internet www.primaradiologiabrescia.it (clicca qui per leggere la "lettera di presentazione e di benvenuto" della prima home page) .

L'estate 2014 rappresenta un crinale per il cammino della Prima Radiologia: dalla storica sede presso l'ala est dell'ospedale "vecchio" con accesso dalla scala 5, il reparto trasloca in una sede completamente nuova. Il primo piano di una nuova struttura a sette piani realizzata a partire dal 2011 sul lato interno del Satellite viene adibito alla diagnostica per immagini, per gran parte appannaggio della Radiologia guidata dal dott. Grazioli e per una porzione riservata all'U.O. di Neuroradiologia. L'intero intervento rientra in un'operazione di "project financing" multimilionario voluto dal direttore generale degli Spedali Elio Coppini, nel frattempo deceduto, e che in una operazione di ammodernamento della struttura ospedaliera e delle unità operative coinvolge principalmente anche le Chirurgie. In questo modo il servizio di radiodiagnostica viene a collocarsi proprio sotto alle varie afferenze chirurgiche e in stretta contiguità col Pronto Soccorso dell'ospedale.

"Monoblocco D - scala 14, 1° piano" diventa quindi il nuovo indirizzo della Prima Radiologia.

Ma con il trasloco, avvenuto nei primi giorni del mese di giugno, non sono solo i muri a cambiare. Attrezzature e apparecchiature rinnovate vengono messe a disposizione del personale della Prima Radiologia: In particolare entrano in funzione una nuova TC multistrato Aquilion della Toshiba, due nuovi telecomandati per la radiologia tradizionale, un angiografo Siemens inserito in ambienti di ultima generazione dedicati all'interventistica radiologica.

Nell'autunno dello stesso anno il parco macchine del reparto viene ulteriormente completato.



Radiologia Brescia: studio del Primario (anni '40 - '50)

 


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